Tuesday, November 11

L'UOVO E L'OCCHIO

Veniamo fuori per caso o per colmare una porzione svuotata. Boh.
Poi. Sodo ancora. Bollito in un olio di pianta di olivo. Alla fine. La frittata si dividerà malamente in un recipiente antiaderente. Toh.
Morirai, ma con la fiamma sotto il recipiente per sempre. Sei morto my dear dead.
Da porsi preferibilmente in un forno.
Scadenza 11 lettere fa.



Uovo secco.
Sgretolato.
Scuro. Bruciato.
Buttato in un cielo basso qualsiasi sotto le nuvole, senza dio.
L’occhio vedrà terra all’infinito.
Almeno un Borsalino per finta compagnia.
Essere liberi sotto. Di pensare cosa.
Nonostante il “nonostantesimo”, tu.
Pensi.

L’occhio col borsalino costretto in terra. E la faccia sopra.
Senza.

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2 comments:

hui said...

tesoro,non so cosa posso dirti......sei sempre sorrisa,quando ti ho visto.e questi giorni?so che hai gia passato un tempo bruttino,ma dobbiamo sempre aspettare il "domani" brillante,no?
ci muoviamo insieme!e volevo sempre sempre sempre vedere il tuo sorriso dolcissimo:)
mi piace come sempre il tuo tema,la tua visione e particolare,e il tuo articolo e come una "poesia",sei unica.
Dai,poetessa,non essere triste piu,sei veramente unica

Anonymous said...

è più difficile far piangere piuttosto che ridere
tu mi fai meravigliare